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Marche, regione situata nell'Italia centrale, collocata sul versante medio Adriatico; il territorio si estende tra i fiumi Conca e Marecchia, a nord, ed il Tronto a sud; mentre ad ovest troviamo l'appennino.
Questa regione ha una forma caratteristica di un pentagono irregolare. Il territorio è a prevalenza collinare, mentre il restante è montuoso.
La regione è legata al Rinascimento e allo Stato Pontificio. Qui, infatti, non si formò uno Stato regionale come in altre parti d’Italia, dato che le città maggiori mantenevano l’autonomia grazie al rapporto diretto con lo Stato Pontificio.
Le famiglie più importanti erano i Della Rovere, i Malatesta a Pesaro e Fano, i Montefeltro a Urbino, i Varano a Camerino e i Chiavelli a Fabriano.

Imperdibili mete sono Numana, la "signora" della Riviera del Conero, e poi Sirolo, Fano, Pesaro e la splendida Porto Recanati.
L’altro volto delle Marche è senza dubbio il patrimonio artistico e culturale di cui è composta.
Un modo simpatico e divertente per conoscere questo territorio è “La caccia delle Signorie”, una miscela tra gioco e turismo per promuovere questi luoghi. Si tratta di una sorta di “caccia al tesoro” nei territori a cavallo tra Emilia Romagna e Marche, appartenuti secoli fa alle signorie dei Montefeltro e Malatesta. Ai partecipanti vengono consegnate delle schede di gioco e lo scopo è quello di ricercare le tracce, i segni, le risposte in una zona prestabilita, andando contemporaneamente alla scoperta di tesori d’arte, castelli, parchi, chiese e altri luoghi di interesse culturale.
Tra le mura delle rocche e dei palazzi, nelle sale dei musei, nelle luminose cattedrali e nelle chiese piccole e buie, per le vie strette dei centri storici, tra i boschi che dividono l' Emilia Romagna dalle Marche, sopravvivono antiche pietre scolpite, dipinti, architetture enigmatiche, ceramiche ricche e povere, riti e leggende che riportano a simboli chiari e misteriosi. Cercando queste tracce, questi dettagli, si ammirano in modo nuovo le opere più famose e si scoprono quelle più nascoste e sfuggenti.

Non un’unica cucina, ma un mix tra alimenti e gastronomie di tutto il territorio marchigiano.
Deliziosi i granetti al mosto cotto e i patacùc (quadrettoni di farina di grano e mais) con i fagioli; con un robusto sugo di fagioli si condiscono anche le tagliatelle e la polenta. Da assaggiare la piada pesarese, chiamata anche crescia o crostolo nell'entroterra.
Il piatto più noto ad Ancona e Macerata però restano i vincisgrassi anconetani , proposti anche in tutti i ristoranti della regione e capostipiti di tutte le lasagne al forno della penisola.
Tra i secondi piatti c’è il profumatissimo maiale in porchetta, la trippa, il pollo arrosto “co’ lu pilotto” (insaporito da una spessa fetta di lardo), l’agnello marinato, la corata d’agnello e la frittata con la mentuccia, quei ultimi tipici del periodo pasquale. E ancora lo stoccafisso “in potacchio” d’Ancona, con pomodoro, acciughe e pepe, o le deliziose olive ascolane ripiene.
Merita di essere citato il coniglio in porchetta, meglio se accompagnato da pomodori e melanzane in graticola.
Sapori e tecniche rinascimentali per i dolci come il sanguinaccio, una miscela di pangrattato, miele, rum, cannella, sapa e scorza d’arancio stipata nel budello di maiale e bollita per mezz’ora; ciambellone, ciaramilla, beccuta di farina di frumentone, miacetto.
Profumatissimo e adatto per accompagnare i piatti di pesce è il Verdicchio dei Castelli di Jesi.
Tra i vini rossi si segnalano gli ottimi Rosso Conero e Rosso Piceno a base di Sangiovese e Montepulciano, e la Lacrima di Morro d’Alba. Un eccellente vino da dessert è la Vernaccia di Serrapetrona (Docg), uno dei pochi spumanti rossi italiani.